Rupert Willis
Non aver paura
DEA 2014
Un altro libro sui licantropi. O meglio su qualcosa che assomiglia alla licantopia. Il tutto però condito in modo assolutamente originale. I protagonisti sono due: James, un ragazzo di tredici anni e Webster, un ex soldato che porta con sé un segreto inquietante e misterioso. I due sono in fuga per diversi motivi e trovano una banda di cattivi capeggiati da una vecchia giostraia in odore di stregoneria. Questo è un romanzo di formazione ambientato in una squallida modernità americana fatta di ambienti degradati, comunità degradate, territori desolati. Il racconto è serrato, abbastanza ben scritto, piuttosto angosciante. Non diciamo ovviamente com'è il finale, ma c'è una delicatezza che è bene sottolineare. Benché sia evidentemente un libro sulla licantopia, non se ne parla mai apertamente, viene descritta come una 'maledizione' la cui liberazione richiede una specie di rito crudele. Da leggere nel secondo o terzo anno della scuola media.
venerdì 12 settembre 2014
domenica 4 maggio 2014
Il teatro dei pensieri
Nuovo libro per ragazzi pubblicato in formato e-pub: Il teatro dei pensieri, dedicato a uno dei misteri più affascinanti del Rinascimento: Il Teatro della memoria di Giulio Camillo.
L'Arte
della Memoria era un'antichissima pratica che serviva a sviluppare
meravigliosamente la memoria umana. Ma quando un'Accademia segreta di
cultori della mnemotecnica incontra la vita di tre normalissimi
ragazzi dei nostri giorni, gli eventi possono prendere una piega
sinistra e inquietante. Soprattutto se di mezzo ci si mette uno dei
misteri più appassionanti e irrisolti della storia: il Teatro della
Memoria di Giulio Camillo. Secondo il suo costruttore, un famoso
umanista dell'epoca, era un modello in legno, molto grande, a forma
di semicerchio, che aveva il potere di conferire una grande memoria e
una grande conoscenza a chiunque si fosse seduto nel suo centro.
Il
Doge di Venezia e il Re di Francia fecero a gara per possedere questo
teatro. Ma durante i numerosi viaggi di Giulio Camillo tra Parigi e
Venezia, questa costruzione misteriosa scomparve. Giulio Camillo morì
a Milano nel 1544 sotto la protezione del Marchese del Vasto e della
cerchia di nobili a lui fedeli. Il teatro non fu mai più visto ma
nei secoli seguenti molti lo cercarono: sembrava impossibile che una
tale meraviglia fosse stata distrutta.
Invece ecco riaffiorare dall'oblio
alcune tracce che conducono a una Villa cadente nei pressi di Milano:
la posta in gioco è alta ma i pericoli da affrontare sono enormi e
qualcuno senza scrupoli agisce nell'ombra.
Potete trovare il libro qui e su tutti i principali negozi di e-book.
C'è anche un blog che contiene approfondimenti e retroscena.
giovedì 6 marzo 2014
Ogni giorno è una vita diversa
Straordinario libro è quello di David Levithan, intitolato Ogni giorno edito da Rizzoli. L'idea della storia è geniale: un adolescente, sedicenne, si sveglia ogni giorno in un corpo diverso. Per lui è sempre stato così e lo considera una cosa normale. Dal suo punto di vista, questo incredibile modo d'essere gli procura un'amplissima esperienza del mondo e delle persone. Pur mantenendo la sua personalità egli sperimenta corpi diversi, modi di vita diversi, vedute esistenziali diverse. Può accedere con discrezione ai ricordi degli individui di cui abita il corpo per un giorno ma non riesce a percepirne le emozioni. "A" (così egli chiama se stesso) si dà ben presto delle regole. evitare di interferire in modo drammatico con la vita dei ragazze e delle ragazze di cui è "ospite", mantenere un distacco totale, osservare con attenzione e incamerare ogni ricordo bello e brutto che vive nelle diverse situazioni.
Tutto sembra andare per il meglio, ma un giorno, incontrando una ragazza, contravviene alla sua rigida deontologia e avvia una relazione che nei suoi intenti è destinata a perdurare nel tempo. Ben presto però "A" si rende conto delle enormi difficoltà che questo comporta, oltre al fatto che qualcun altro comincia ad accorgersi di quello che succede.
Il romanzo è di quelli che si leggono tutti d'un fiato perchè è scritto benissimo, con un ritmo serrato e pieno di sorprese. Inoltre contiene un'apertura sui diversi modi di affrontare la vita molto difficile da rendere con una narrazione più comune.
Le considerazioni, ad esempio, sulla diversità, sul sentirsi diversi dei numerosi ragazzi e ragazze che visita, lo portano a elaborare un'idea del mondo estremamente equilibrata, smagata e rispettosa al tempo stesso. Tale atteggiamento è molto utile per l'età adolescenziale, quando il desiderio di piacere agli altri, al gruppo, portano moltissimi adolescenti ad avere un'egocentrismo quasi maniacale che sfocia spesso in una insensibile incapacità di comprendere gli altri, soprattutto quando si discostano dalle leggi del gruppo.
Un libro insomma che TUTTI i ragazzi prima o poi (meglio prima) dovrebbero assolutamente leggere.
Tutto sembra andare per il meglio, ma un giorno, incontrando una ragazza, contravviene alla sua rigida deontologia e avvia una relazione che nei suoi intenti è destinata a perdurare nel tempo. Ben presto però "A" si rende conto delle enormi difficoltà che questo comporta, oltre al fatto che qualcun altro comincia ad accorgersi di quello che succede.
Il romanzo è di quelli che si leggono tutti d'un fiato perchè è scritto benissimo, con un ritmo serrato e pieno di sorprese. Inoltre contiene un'apertura sui diversi modi di affrontare la vita molto difficile da rendere con una narrazione più comune.
Le considerazioni, ad esempio, sulla diversità, sul sentirsi diversi dei numerosi ragazzi e ragazze che visita, lo portano a elaborare un'idea del mondo estremamente equilibrata, smagata e rispettosa al tempo stesso. Tale atteggiamento è molto utile per l'età adolescenziale, quando il desiderio di piacere agli altri, al gruppo, portano moltissimi adolescenti ad avere un'egocentrismo quasi maniacale che sfocia spesso in una insensibile incapacità di comprendere gli altri, soprattutto quando si discostano dalle leggi del gruppo.
Un libro insomma che TUTTI i ragazzi prima o poi (meglio prima) dovrebbero assolutamente leggere.
lunedì 13 gennaio 2014
Se ci sei batti un colpo...
Lo striscione dei diciottenni di un paese vicino a Torino, appeso a festoni sulla strada centrale, recita: "Siamo la risata nel tunnel degli orrori". In un momento storico in cui l'immagine del tunnel da attraversare appare così efficace per rappresentare la sostanziale immobilità economica e sociale - e non ci si riferisce solo alla questione della crisi, ma anche a un certo vuoto mentale che sembra pervadere pogni cosa - è singolare che dei giovani maggiorenni riescano a definirsi 'risata' nel buio. Mettiamo da parte lo spirito goliardico, la fanfaronata appena post-adolescenziale, la spacconata fracassona: tutte cose scusabili, se non si fanno quando si hanno diciott'anni.... sembra di sentire una conversazione sul sagrato della chiesa tra gente ormai disillusa.... eppure è la parola che risalta come un fuoco vivo: risata.
L'atto del ridere è vitale: ridere di qualcuno, ridere di qualcosa, prendere in giro con una risata sono tutti aspetti che indicano la voglia di rilanciare, il desiderio di andare oltre. Ma anche ridere beffardamente, sarcasticamente: c'è una volontà di rivalsa in tutto questo, un desiderio di liberarsi da una cappa, di uscire fuori dal tunnel.
Inconsapevolmente questi ragazzi si sono inchinati al capezzale del morente e, scherzando tra di loro, gli hanno detto: «Ohé! Ci sei? Se ci sei batti un colpo perché noi ci siamo. Magari non più qui, magari altrove, abbiamo qualcosa da dire, a dispetto di quello che ci dicono, perché forse i morti siete voi, ma non noi. Noi il colpo lo batteremo, dovunque saremo, e sarà ben forte...»
L'atto del ridere è vitale: ridere di qualcuno, ridere di qualcosa, prendere in giro con una risata sono tutti aspetti che indicano la voglia di rilanciare, il desiderio di andare oltre. Ma anche ridere beffardamente, sarcasticamente: c'è una volontà di rivalsa in tutto questo, un desiderio di liberarsi da una cappa, di uscire fuori dal tunnel.
Inconsapevolmente questi ragazzi si sono inchinati al capezzale del morente e, scherzando tra di loro, gli hanno detto: «Ohé! Ci sei? Se ci sei batti un colpo perché noi ci siamo. Magari non più qui, magari altrove, abbiamo qualcosa da dire, a dispetto di quello che ci dicono, perché forse i morti siete voi, ma non noi. Noi il colpo lo batteremo, dovunque saremo, e sarà ben forte...»
martedì 3 dicembre 2013
A "Il mio nome è strano" il Premio Diomedea di Foggia
Il libro "Il mio nome è strano" ha vinto la XII edizione del Premio Diomedea, di Foggia. Una giuria di 750 bambini lo ha scelto: questo ci fa molto piacere perché i bambini sono giudici spontanei e sinceri.
Giunto alla dodicesima edizione, il Premio è organizzato dalla Biblioteca e dal Centro Studi Diomede-Associazione Onlus di Castelluccio dei Sauri.
Come da tradizione per il terzo anno ci sarà il gemellaggio, nel segno della promozione della lettura per l'infanzia, con il Premio "Il Gigante delle Langhe”.
Infatti, dal comune di Cortemilia, in provincia di Cuneo, due quinte classi delle elementari hanno partecipato al voto, esprimendo le proprie preferenze e contribuendo alla proclamazione del libro vincitore.
I giovani lettori incontreranno gli autori del libro (anche in modo... virtuale) nel corso di più turni, previsti il 5 e il 6 dicembre, a partire dalle ore 9.00, in Auditorium, in modo da soddisfare le tante richieste delle scolaresche.
Nello spazio mostre della Biblioteca saranno esposti i lavori realizzati dai ragazzi e dalle ragazze coinvolti nel premio.
Giunto alla dodicesima edizione, il Premio è organizzato dalla Biblioteca e dal Centro Studi Diomede-Associazione Onlus di Castelluccio dei Sauri.
Come da tradizione per il terzo anno ci sarà il gemellaggio, nel segno della promozione della lettura per l'infanzia, con il Premio "Il Gigante delle Langhe”.
Infatti, dal comune di Cortemilia, in provincia di Cuneo, due quinte classi delle elementari hanno partecipato al voto, esprimendo le proprie preferenze e contribuendo alla proclamazione del libro vincitore.
I giovani lettori incontreranno gli autori del libro (anche in modo... virtuale) nel corso di più turni, previsti il 5 e il 6 dicembre, a partire dalle ore 9.00, in Auditorium, in modo da soddisfare le tante richieste delle scolaresche.
Nello spazio mostre della Biblioteca saranno esposti i lavori realizzati dai ragazzi e dalle ragazze coinvolti nel premio.
domenica 24 novembre 2013
Le storie di Narcissus...
Perché pubblicare in digitale? Il self-publishing è una via da tentare? Narcissus Stories ha pubblicato un mio intervento nel quale spiego le ragioni che mi hanno spinto a provare questa nuova soluzione. Un ringraziamento agli amici di Narcissus che lavorano sempre splendidamente.
martedì 30 aprile 2013
Vango: una vicenda mozzafiato
Una scrittura senza pause, travolgente, effettuata con una raffinatissima tecnica di sospensione e un grande desiderio di sorprendere, sempre e comunque.
Il tema del perseguitato in fuga ritorna dunque nella seconda opera di de Fombelle, con una marcatura diversa rispetto a Tobia: il contesto è reale, storico - siamo nei primi tre decenni del Novecento, l'Europa è dilaniata dalle tensioni - e i protagonisti rischiano di venire stritolati, sia pur per ragioni di tipo personale, dai terribili eventi di quegli anni.
Eppure, una via d'uscita c'è, e anche quando una soluzione sembra impossibile - fino alla fine infatti ci si chiede come un intreccio così complesso possa risolversi - improvvisamente un varco si apre e tutto diventa chiaro, logico e lineare. Un libro da leggere.
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