domenica 24 novembre 2013
Le storie di Narcissus...
Perché pubblicare in digitale? Il self-publishing è una via da tentare? Narcissus Stories ha pubblicato un mio intervento nel quale spiego le ragioni che mi hanno spinto a provare questa nuova soluzione. Un ringraziamento agli amici di Narcissus che lavorano sempre splendidamente.
martedì 30 aprile 2013
Vango: una vicenda mozzafiato
Una scrittura senza pause, travolgente, effettuata con una raffinatissima tecnica di sospensione e un grande desiderio di sorprendere, sempre e comunque.
Il tema del perseguitato in fuga ritorna dunque nella seconda opera di de Fombelle, con una marcatura diversa rispetto a Tobia: il contesto è reale, storico - siamo nei primi tre decenni del Novecento, l'Europa è dilaniata dalle tensioni - e i protagonisti rischiano di venire stritolati, sia pur per ragioni di tipo personale, dai terribili eventi di quegli anni.
Eppure, una via d'uscita c'è, e anche quando una soluzione sembra impossibile - fino alla fine infatti ci si chiede come un intreccio così complesso possa risolversi - improvvisamente un varco si apre e tutto diventa chiaro, logico e lineare. Un libro da leggere.
sabato 5 gennaio 2013
Il Ballo delle Piume vince il Premio Giulitto

Thanatos, Athanatos: O morte vorrei...
Thanatos Athanatos, uscito nei giorni scorsi in formato elettronico presso Narcissus Selfpublishing,
descrive l'attimo finale di una vita. Il momento è misterioso,
tremendo e possente al tempo stesso. Domenico Laghenati, musicologo,
uomo dalla multiforme esperienza, lo affronta, solitario, attraverso
brandelli di ricordi che si affacciano alla sua mente prima di perdersi
nella morte.
Attraverso un mosaico sfaccettato, ostico a tratti, emerge poco per volta un filo rosso, la musica, che nel corso dell'esistenza del protagonista si è definito come ricerca, dolore, disperazione ma anche come gioia, meta, speranza.
Ora che Laghenati sta per arrivare al traguardo, che cosa succederà di lui? Che cosa rimarrà del suo lavoro, delle sue relazioni, dei suoi studi? Che cosa lo aspetta?
L'esito non è scontato, la risposta è totalmente incerta. Ma l'atteggiamento che ha maturato nei confronti della vita e dei suoi casi, contrassegna una visione del mondo che si dispiega poco per volta attraverso la rievocazione, sempre più frammentaria, sempre più pressante e sempre più rivelatrice.Il libro, il quarto della Tetralogia (per sapere che cosa è la Tetralogia vai al sito www.aratoalberto.net ) suggerisce dunque una pista di meditazione sull'ultima tappa della vita dell'uomo. Dopo Il volo delle Api Bianche (sempre in libreria elettronica www.ultimabooks.it) e Thanatos Athanatos mancano ancora i due lilbri centrali: Angelica Vox e Misteri d'Amore (i titoli per ora sono provvisori). I testi sono in scrittura e un giorno (speriamo) il progetto sarà completo.
Attraverso un mosaico sfaccettato, ostico a tratti, emerge poco per volta un filo rosso, la musica, che nel corso dell'esistenza del protagonista si è definito come ricerca, dolore, disperazione ma anche come gioia, meta, speranza.
Ora che Laghenati sta per arrivare al traguardo, che cosa succederà di lui? Che cosa rimarrà del suo lavoro, delle sue relazioni, dei suoi studi? Che cosa lo aspetta?
L'esito non è scontato, la risposta è totalmente incerta. Ma l'atteggiamento che ha maturato nei confronti della vita e dei suoi casi, contrassegna una visione del mondo che si dispiega poco per volta attraverso la rievocazione, sempre più frammentaria, sempre più pressante e sempre più rivelatrice.Il libro, il quarto della Tetralogia (per sapere che cosa è la Tetralogia vai al sito www.aratoalberto.net ) suggerisce dunque una pista di meditazione sull'ultima tappa della vita dell'uomo. Dopo Il volo delle Api Bianche (sempre in libreria elettronica www.ultimabooks.it) e Thanatos Athanatos mancano ancora i due lilbri centrali: Angelica Vox e Misteri d'Amore (i titoli per ora sono provvisori). I testi sono in scrittura e un giorno (speriamo) il progetto sarà completo.
Il ballo delle Piume
Leo ha 15 anni, un fisico sportivo e una lunga lista di dubbi e
insicurezze. Federica, stessa età, al contrario sa esattamente cosa
vuole: evitare la chiusura della scuola, una vecchia villa ottocentesca
su cui pesano interessi dai risvolti poco leciti. L’edificio custodisce
i segreti di un amore che dura dal 1840 e che ogni cinque anni viene
rievocato nella notte del Ballo delle Piume. Una festa che tutti
attendono. Anche Piermaria, che il ruolo di duro ce l’ha incollato sulla
pelle e Kevin, che dietro una faccia d’angelo nasconde un animo
violento e prevaricatore… Tra segreti inconfessabili, pestaggi, gelosie e
primi turbamenti prende forma una storia dall’architettura
affascinante, raccontata in soggettiva da una generazione alla ricerca
della propria identità. Il Ballo delle Piume, di Alberto Arato per le Edizioni Lapis (2012)
è un romanzo di formazione adatto a ragazzi e ragazze. Dove i nemici
si trasformano in amici e l’indifferenza assume i contorni e le forme
dell’amore.
Io sono Febbraio
Quando l'inverno non vuole mai finire e congela il cuore e l'anima degli
adulti di una città sepolta nella neve e nel ghiaccio, bisogna fare
qualcosa. Così Thaddeus, il protagonista del libro “Io sono Febbraio” di Shane Jones, edito per i tipi di ISBN Edizioni,
decide di ribellarsi dichiarando guerra a Febbraio, uno spirito
misterioso che si accanisce contro la popolazione vietando il volo di
aquiloni e mongolfiere. In questa visionaria vicenda allegorica e dalla
potente forza immaginativa, l'inverno è la stanchezza, il desiderio di
abbandono, la volontà di cedere e di lasciarsi poco per volta congelare
in un mondo freddo e senza speranza. Eppure sotto le ceneri cova un
desiderio ardente che viene risvegliato da aromi e luci: straordinari i
personaggi della 'ragazza che sapeva di miele e di fumo'
e il sentore di menta che circonda la coppia di Selah e Thaddeus Lowe.
Tutto è simbolo: i tentativi di volo librato, il viaggio di Thaddeus,
l'incontro con Febbraio, la sua doppia, speculare esistenza.... Tutto è
sfuggente, misurato, evanescente, mescolato a impressioni di incredibile
vivezza e crudezza, come in un sogno che a tratti vira in incubo. Ma
c'è una pagina che aiuta a decifrare la caratura complessiva di questo
racconto terapeutico: è la “Lista di artisti che hanno creato Mondi Fantastici nel Tentativo di Curare Attacchi di Tristezza”.
Tra gli altri, ai primi posti c'è italo Calvino, Gabriel Garcia Marquez
e Jorge Louis Borges. Come a dire che le favole non sono semplici
strutture narrative, come hanno voluto farci credere gli strutturalisti e
i loro amici, che qui si possono identificare con sacerdoti strani che
immolano la felicità sull'altare della cieca obbedienza a Febbraio.
Bensì sono curative, umane e bisognose di calore: basta volerlo. In
fondo Thaddeus riesce a sconfiggere Febbraio quando decide che la
primavera sta arrivando, anche se tutto intorno a lui è ancora fosco
cielo d'inverno. Io sono Febbraio è un libro da non lasciarsi sfuggire.
Be Safe: un libro che non passa inosservato
«La vostra ultima canzone - Il cammino del disertore
- non passa inosservata», dice Maria, l'agente musicale di Oskar e
Marka. Anche il libro in cui si narra la loro vicenda è destinato a non
passare inosservato: Be Safe di Xavier Laurent Petit per i tipi di Rizzoli. Anzitutto
per il tema: che cosa succede quando, un ragazzo in cerca di lavoro,
arruolato in modo un poco canagliesco nell'esercito, viene spedito in
una missione "di pace"? L'ambiente è una delle tante periferie desolate
di una città di provincia degli Stati Uniti. Stabilimenti chiusi -
l'industria, e quindi il lavoro, soprattutto per i giovani, si è
spostato altrove - ragazzi disoccupati. Un giorno Jeremy viene
accalappiato da due soldati in scintillante divisa che gli chiedono:
«Vuoi un lavoro?» Lui accetta e si ritrova abile, arruolato. Qui
cominciano i problemi. Al padre per poco non viene un colpo, e si
intuisce che sotto questa disapprovazione c'è qualcosa che non viene
subito svelato. Jeremy si rivela immediatamente un tiratore scelto e
invece di far ponti (motivazione con la quale si era arruolato) finisce
nelle truppe scelte superspecializzate. A questa vicenda se ne lega
un'altra, quella di Oskar, il fratello minore di Jeremy, che aveva
condiviso con lui, prima della partenza, la passione per la musica.
Conosce una ragazza, Marka con la quale, per gioco fonda un gruppo
rock-pop-country-blues.... insomma un duo canoro. Compongono canzoni, e
sotto la pressione della situazione dei loro fratelli - anche quello di
Marka, Jeff, disoccupato, si è arruolato - trovano un filone nuovo.
Ispirati dalle e-mail che arrivano dal fronte lontano, tentano, con un
grande successo - di combinare i terribili racconti ivi contenuti con il
groviglio di emozioni e sensazioni che innerva la loro vita di
adolescenti affacciati al mondo.
L'anticonvenzionalità della riflessione sulle "missioni di pace" è l'aspetto più stimolante del libro. Un inferno nel quale non pochi 'boys' - così sono chiamati i soldati americani coinvolti - perdono il lume della ragione. Un inferno nel quale essi si ritrovano non per scelta consapevole, ma attratti da una propaganda illusoria e in fin dei conti reazionaria.
Subito dopo viene la freschezza dei personaggi che rimangono a casa e attendono notizie dal fronte, Oskar e la sua ragazza, che vivono questa esperienza in modo un po' nostalgico e retrò, stile anni sessanta, con il supporto della musica, del canto. Come non farsi venire in mente il Vietnam, Bob Dylan, Joan Baez, i garages in cui fare musica e le proteste degli studenti? E il Vietnam ritorna prepotentemente nel racconto, attraverso il padre di Jeremy e Oskar, quasi come una ferita in suppurazione che non si è mai rimarginata nell'immaginario americano (ma direi occidentale) e che ritrova schemi, svolgimenti e risultati in tutti i successivi impegni militari dell'esercito statunitense. Un tentativo di svelare di che sangue grondan gli scettri adatto a un pubblico giovane che non sa più.
Ancora una parola sull'anticonvenzionalità di questo romanzo legata ai tempi odierni: non è oggi di moda parlare di pacifismo, l'azione militare si è sdoganata nell'immaginario attraverso il camuffamento con le 'missioni di pace'. Ma il libro smaschera l'ipocrisia: la guerra è guerra, con qualsiasi nome essa venga chiamata.
L'anticonvenzionalità della riflessione sulle "missioni di pace" è l'aspetto più stimolante del libro. Un inferno nel quale non pochi 'boys' - così sono chiamati i soldati americani coinvolti - perdono il lume della ragione. Un inferno nel quale essi si ritrovano non per scelta consapevole, ma attratti da una propaganda illusoria e in fin dei conti reazionaria.
Subito dopo viene la freschezza dei personaggi che rimangono a casa e attendono notizie dal fronte, Oskar e la sua ragazza, che vivono questa esperienza in modo un po' nostalgico e retrò, stile anni sessanta, con il supporto della musica, del canto. Come non farsi venire in mente il Vietnam, Bob Dylan, Joan Baez, i garages in cui fare musica e le proteste degli studenti? E il Vietnam ritorna prepotentemente nel racconto, attraverso il padre di Jeremy e Oskar, quasi come una ferita in suppurazione che non si è mai rimarginata nell'immaginario americano (ma direi occidentale) e che ritrova schemi, svolgimenti e risultati in tutti i successivi impegni militari dell'esercito statunitense. Un tentativo di svelare di che sangue grondan gli scettri adatto a un pubblico giovane che non sa più.
Ancora una parola sull'anticonvenzionalità di questo romanzo legata ai tempi odierni: non è oggi di moda parlare di pacifismo, l'azione militare si è sdoganata nell'immaginario attraverso il camuffamento con le 'missioni di pace'. Ma il libro smaschera l'ipocrisia: la guerra è guerra, con qualsiasi nome essa venga chiamata.
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